Smart Governance: L’idea di Smart Monitoring di Parisi

Abbiamo raccolto dalla rete questo spezzone di intervista di Stefano Parisi riguardo la sua idea di smart monitoring per la città di Milano: “13/3/2016 L’INTERVISTA/ Stefano Parisi: le mie mosse per cambiare Milano (senza soldi)”

<<Qui è d’obbligo toccare il tema della sicurezza… Certo, è il tema numero uno, un problema sentitissimo. Un problema che va affrontato senza populismo. Abbiamo un grave limite: gli uomini. Alfano ci ha detto che la buona notizia è che ci mantiene gli stessi uomini delle forze di polizia dell’anno scorso. Quindi i mille uomini in più da mettere non ci sono. Come rimediare? Molto si può fare con l’uso della tecnologia. Oggi a Milano funzionano 1500 telecamere del Comune più Milano e migliaia private. Si possono sostituire gli occhi umani con una simile rete. E aggiungere intelligenza artificiale per attivare gli allarmi giusti. Si istruisce il sistema a reagire con degli allarmi di fronte a immagini sospette: persone col volto coperto, passaggi di auto o persone ripetuti a breve distanza negli stessi tratti…>>

Commentiamo qui sotto più in dettaglio, di cosa si compone la proposta del candidato sindaco.

E’ un progetto ambizioso, e segue i trend delle nuove tecnologie, e delle nuove frontiere della raccolta dei dati tramite immagini, comunicando possibili elementi di pericolosità, analizzando la “gestualità” oppure il comportamento dei soggetti identificati come persone all’interno delle immagini. La video analisi, è entrata da poco nel mondo della video sorveglianza, incrementando la sua diffusione, a causa della percezione di insicurezza e degli eventi drammatici aumentati notevolmente, in questo periodo, in zone  e luoghi storicamente considerate sicuri.

maxresdefaultChe cos’è l’analisi video?

I sistemi di videosorveglianza generano notevoli quantità di video. A causa dell’alto costo e della mancanza di tempo o risorse, normalmente, i video non sono quasi mai visionati o rivisti. Percìò, le infrazioni sulla sicurezza non vengono rilevate e neanche i comportamenti sospetti, non sono trasmessi in tempo per prevenire incidenti o emergenze. Lo sviluppo dell’analisi video ha proprio lo scopo di alleggerire il carico dei dati sull’infrastruttura di rete, e di sostituire in parte l’operatore, realizzando la prima parte del controllo, in maniera automatica, per poi attendere l’operatore in caso di allarme. L’analisi video consiste in processi software che interpretano automaticamente le operazioni e i movimenti presenti nel video, dandone una descrizione di ciò che accade (  “metadati”). I dati si possono utilizzare per identificare persone sospette, auto e altri elementi rilevati nel video, oltre all’aspetto e ai movimenti. Possono essere utilizzate per stabilire le operazioni successive decisionali, oppure come strumento di comunicazione avvisando gli addetti alla sicurezza, di eventuali comportamenti sospetti. Le applicazioni analitiche di sorveglianza sono estremamente efficaci, prevedono un’ampia gamma di scenari di rilevamento e opzioni di personalizzazione, il riconoscimento delle targhe (LPR), il conteggio dei veicoli, il rilevamento automatico degli incidenti e molte altre applicazioni possono essere mediante analisi video eseguite direttamente sulla telecamera. L’Analisi comportamentale per punti strategici e altri segmenti come i punti nevralgici della città, i trasporti pubblici e molti altri servizi in questi ambiti le analisi video possono anche offrire un valore aggiunto al cittadino. Il conteggio persone per seguire i flussi di persone in luoghi ad interesse pubblico, il monitoraggio delle code e i contatori di presenze per le zone d’attesa sono solo alcuni vantaggi che le analisi video possono offrire agli addetti ai lavori, superando la semplice sorveglianza.

La tecnologia network video propone una strategia completamente diversa, poiché è basata sul concetto di intelligenza distribuita. Le nuove telecamere, sfruttano un architettura che utilizzano una quantità di larghezza di banda limitata poiché le telecamere di rete sono in grado di determinare in modo intelligente quali immagini devono essere trasmesse e di trasmettere il video richiesto.

Ad esempio se si utilizzano telecamere di rete con funzione Motion Detection, le telecamere non trasmetteranno al centro di controllo tutto il video ma solo le immagini che contengono oggetti in movimento in modo che il personale possa analizzarle approfonditamente e decidere se intervenire o meno. Un approccio di questo tipo riduce significativamente il carico a livello di infrastruttura nonché il lavoro di tutte le persone coinvolte. Inoltre la possibilità di far eseguire alle telecamere gran parte dell’elaborazione ha un impatto molto importante, poiché è possibile estrarre dalle telecamere solo i dati richiesti e trasmetterli al massimo con una o due immagini. I server che elaborano generalmente solo alcuni flussi video durante l’elaborazione dell’intero video possono infatti arrivare a gestire centinaia di flussi video, se parte dell’elaborazione viene effettuata direttamente sulle telecamere.

Lo stesso concetto può essere applicato anche con le termocamere già ampiamente utilizzate per la sicurezza nazionale, in molti paesi. Grazie alla loro capacità di rilevare obiettivi di dimensioni umane a diversi chilometri di distanza, sono particolarmente adatte per la sorveglianza e la protezione dei luoghi sensibili. Inoltre sono molto utili per la manutenzione di stabili, e prevenire in anticipo danni a strutture derivanti da allagamenti o perdite d’acqua da condutture, una tecnologia a forte diffusione grazie alla diminuzione di prezzo nell’ultimo periodo, che ha portato a pensare di utilizzare tale camere, anche per scopi diversi da ciò usato precedentemente.

Finalmente si inizia a pensare alla tecnologia con ottimismo, come soluzione reale ai problemi vecchi e nuovi, avendo il coraggio di sfidare le norme sulla privacy, e la voglia di riservatezza dei cittadini, con l’obiettivo di garantire una maggior sicurezza, per questo incoraggiamo Stefano Parisi al compimento di questa proposta.

 

 

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3 pensieri su “Smart Governance: L’idea di Smart Monitoring di Parisi

  1. Tecnologie di avanguardia in parte sperimentate con successo in altri paesi che possono assicurare un controllo telematico/digitale delle strade della citta’ sopratutto in una emergenza finanziaria che non consente un dispiegamento di risorse umane di vigilanza e presidio della citta’. Stefano Parisi grazie anche alla sua precedente esperienza imprenditoriale e’ in grado di guidare questa trasformazione “disruptive” per il nostro paese e colmare in parte il digital divide nazionale nell’ambito della sicurezza dei cittadini. Andra’ predisposto un piano d’azione con budget e cronoprogramma dettagliati delle risorse tecniche necessarie ad implementare un piano ambizioso che potra’ poi essere applicato ad altre realta’ urbane.

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  2. Riportiamo da TTS Italia: seguiremo gli sviluppi di questa iniziativa che necessita di notevoli sforzi organizzativi, tecnici e finanziari se non vuole rimanere l’ennesimo annuncio “politico” con effetti pratici irrilevanti !

    Il Ministro Guidi vara programma su Smart City: si parte con 65 milioni in progetti innovativi pubblico-privati

    Con una dotazione iniziale di 65 milioni e con la firma, da parte del Ministro Federica Guidi, dell’Atto di Indirizzo in materia di Smart City viene lanciato il primo programma di intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per le Città Intelligenti.
    Il programma mira a rafforzare la dotazione infrastrutturale delle Città, attraverso Smart Grid interconnesse con le infrastrutture di Banda Larga, e a potenziare la capacità dell’industria di rispondere ai fabbisogni di servizi innovativi espressi dalle Smart City, grazie a quartieri-pilota in cui verranno sperimentate soluzioni non ancora presenti sul mercato.
    Per raggiungere questi obiettivi, il Mise ha deciso di puntare su progetti pubblico-privati ben identificati e misurabili, sia nelle risorse occorrenti che nella loro sostenibilità, grazie anche ad un confronto continuo con le Città e con gli stakeholder privati, dedicando iniziali 65 milioni di euro all’attivazione di due specifiche misure: la prima, finalizzata alla promozione di infrastrutture e servizi energetici efficienti e connessi nelle aree urbane; l’altra all’attivazione di appalti pre-commerciali di grandi dimensioni in risposta ai fabbisogni più innovativi espressi dalle amministrazioni.
    Il programma prenderà avvio dalle aree metropolitane, grazie alla stretta collaborazione avviata in queste settimane con il Coordinatore ANCI delle Città Metropolitane, Dario Nardella.
    Il 10 Marzo, so è tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il primo incontro con i rappresentanti delle Città Metropolitane, alla presenza del Sottosegretario di Stato con delega alle Smart City, Antonio Gentile, che ha sottolineato come “Le Smart City rappresentino un contesto particolarmente favorevole alla sperimentazione di misure in grado di generare crescita con occupazione, perché è in esse che le tecnologie digitali possono incrociarsi con infrastrutture innovative, nuovi servizi e migliori sistemi di efficientamento energetico. Grazie agli investimenti che il Programma metterà in moto, si potrà generare non solo un significativo impatto su qualità della vita, crescita economica ed occupazione, ma rendere l’Italia un paese attrattivo per la sperimentazione dei più evoluti modelli di Smart City da parte di aziende multinazionali e delle eccellenze italiane”.
    Esponendo ai rappresentanti di ANCI e Città Metropolitane il contenuto dell’Atto di Indirizzo, il Capo di Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Economico, Vito Cozzoli, ha ribadito come “l’obiettivo del Ministero sia quello di trasformare l’Italia in un Paese attrattivo per sviluppare una industria delle Smarter City. I quartieri-pilota, definiti d’intesa con le Città Metropolitane, consentiranno da un lato di promuovere Smart Grid di nuova generazione, facendo leva anche sui nuovi investimenti in Banda Ultra Larga; dall’altro di accelerare Servizi e Dispositivi Smart, anche attraverso la valorizzazione di Open e Big Data, generando così un percepibile miglioramento della qualità della vita per i cittadini e del contesto operativo per le imprese. Le soluzioni tecnologiche che finanzieremo diverranno un’ulteriore eccellenza che l’Italia potrà esportare nel mondo”.
    Nei prossimi giorni, il Ministero avvierà una consultazione con gli operatori privati nei settori IT, Energia e TLC, finalizzata alla realizzazione condivisa delle Linee Guida per i progetti.

    Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico

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  3. Da Piattaforma Open Innovation di Regione Lombardia

    “Smart Cities and Communities: Esperienze di successo e prospettive future

    Sono stati presentati a Palazzo Lombardia i 16 progetti innovativi nel campo delle smart cities finanziati con 32 milioni di euro da Regione Lombardia.
    L’evento ha rappresentato per i beneficiari l’occasione unica per esporre brevemente obiettivi, risultati, esperienze e competenze maturate nell’ambito dei progetti, di fronte ad una nutrita platea di stakeholders territoriali, che insieme rappresentano i protagonisti delle dinamiche evolutive di ricerca e innovazione nell’ambito delle Smart Cities and Communities tema questo che abbraccia la qualità della vita in moltissimi suoi aspetti: il miglioramento dei trasporti, la gestione dei rifiuti, la sicurezza, ma anche le risposte all’invecchiamento della popolazione, la salute, il welfare. Per l’Assessore Luca Del Gobbo – che ha partecipato all’evento – questo momento ha rappresentato un passo avanti nell’utilizzo di nuove tecnologie al servizio del cittadino attraverso l’alleanza tra amministrazione pubblica e imprese private. Imprese, università, centri di ricerca, cluster tecnologici lombardi, pubbliche amministrazioni si sono confrontate sul tema, sulle novità emerse e sui possibili sviluppi, consapevoli che le tecnologie oggi disponibili aprono orizzonti entusiasmanti per queste sfide”

    Bene, un passo avanti da monitorare e incoraggiare verso città più vivibili, sicure e salutari !

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