I 20 esempi dei siti pioneri della sharing economy

La sua proliferazione è spinta dallo fase di stallo che i modelli tradizionali  scambio e redistribuzione stanno attraversando, e dalla crescente diffusione dei social media e delle nuove tecnologie. Si traduce con l’espressione “economia della condivisione”, ancora non c’è una definizione univoca e il raggruppamento della Sharing Economy include forme e prassi di condivisione e collaborazione anche molto diverse.

Sono quattro i tratti distintivi della sharing economy:

  • la condivisione, intesa come l’utilizzo e scambio comune di una risorsa (fisico o mentale);
  • la relazione orizzontale o tra pari (peer-to-peer) che si crea tra le persone e/o le organizzazioni;
  • la presenza di una piattaforma tecnologica che organizza e regola queste relazioni digitali;
  • il fattore della fiducia, generata, alimentata e resa fruibile grazie a quelle piattaforme attraverso sistemi  di reputazione digitale.

Accesso tramite scambio o collaborazione alla proprietà, è il mantra della sharing economy, un settore basato sul concetto peer-to-peer, ereditato dal mondo internet per la condivisione dei file. L’idea di prestarsi o scambiare le proprie cose con il vicino, ad esempio, c’è sempre stata, ora però la tecnologia mette a disposizione molto di più. Perchè facilita, e formalizza gli scambi rendendoli molto vantaggiosi.

Nel libro di Rachel Botsman, autore di What’s Mine Is Yours: How Collaborative Consumption is Changing the Way We Live:Quello che è mio è tuo: Come il consumo collaborativo sta cambiando il modo di vivere. Nel libro viene citato come un nuovo fenomeno economico che trainerà un mercato stimato per i consumer peer-to-peer rental market di $26mrd (£15mrd),

Qui sotto abbiamo stilato una classifica dei maggiori venti siti pionieri della sharing economy secondo noi:

  1. Airbnb:Airbnb è un portale online che mette in contatto persone in ricerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono uno spazio
  2. Uber:Richiedi un’ auto direttamente dal tuo smartphone. Uber ti mette in contatto con un autista in pochi minuti.
  3. Parcl:Parcl è la consegna dell’acquisto online, il sistema è basato sulla comunità di “spedizioneri” che possono essere reclutati ovunque. Accoppiano “shoppers” che necessitano di assistenza con l’acquisto nei negozi all’estero, o, addirittura luoghi fisici con “spedizionieri” che sono in grado di acquistare e spedire i prodotti
  4. Ornikar:fondata nel 2013 , ha creato una piattaforma, che permette di mettere in contatto i futuri neopatentati, con oltre settecento istruttori qualificati, abbattendo i costi anche di oltre il 50%. Sia sul prezzo e la flessibilità sono focalizzati, i due soci fondatori, ma l’obiettivo principale è l’abbattimento dei costi indotti della burocrazia statale, attraverso questa sistema, della virtualizzazione di alcune attività, si permette all’utente di poter disporre dell’ora di lezione, in qualsiasi momento nella fascia oraria dalle 6 alle 23, libero di scegliere l’orario, senza adeguarsi alla disponibilità ridotta delle scuole guida tradizionali, che fissano gli appuntamenti in base alle loro esigenze.
  5. Couchsurfing:è un sistema in cui viaggiatore e host (colui che mette a disposizione un letto-divano) vengono messi in contatto tramite una piattaforma apposita. Lo scopo è di essere ospitati gratuitamente, condividendo con l’host le proprie passioni, saperi e curiosità per una crescita personale condivisa.
  6. Drivemycar:L’opzione per il car sharing in Australia, from pioneering Peer-to-peer car rental in Australia started with Drive My Car Rentals.
  7. Vayable:Visiti una città nuova e vuoi conoscere aspetti diversi e fuori dai cataloghi dell’ordinario. Su Vayable hai una vasta scelta di opportunità per organizzare delle nuove visite. Durata, numero dei partecipanti, costo,  profilo della guida che ti aiuterà nel percorso e commenti dei partecipanti sulla qualità dell’esperienza.Attenzione che in Italia non ci si può improvvisare guida turistica…
  8. Voulez vous diner:Come cenare a casa lontano da casa. Invece del ristorante la cucina a casa di un gourmet appassionato. Un invito a conoscere nuove persone favorendo l’apertura culturale attraverso la cucina e la gastronomia. VoulezVousDîner è una piattaforma di terze parti che media tra i padroni di casa e gli ospiti. Al fine di sviluppare la piattaforma e offrire il miglior servizio ai padroni di casa e agli ospiti, c’è una fee di 10 €  a carico di ogni commensale confermato (tranne se l’ospite ha fissato un prezzo di 0 €). Inoltre, il prezzo di vendita include una tassa di prenotazione fino al 20% del prezzo fissato dai padroni di casa. Ciò consente a VoulezVousDiner di commercializzare e sviluppare i servizi di piattaforma a livello mondiale.
  9. Spinlister:Sciatori, surfisti e ciclisti possono utilizzare Spinlister per affittare le loro attrezzature. Utile per coloro che hanno investito in bici da corsa o altri attrezzi sportivi, ma sento che non è stato usato a suo massimo potenziale. Gli Annunci finora sono concentrati negli Stati Uniti.
  10. LeftoverSwap:Vi preoccupate anche della riduzione degli sprechi, Capiamo anche questo cose. Basta accendere LeftoverSwap, visualizzare gli avanzi disponibili intorno a voi, effettuare la selezione, e di organizzare per il ritiro o la consegna. Il tuo buon mercato, locale e pasto orientata alla comunità è in attesa. App orientato ai servizi ed associazioni no profit.
  11. Parkatmyhouse:Gli utenti possono affittare il loro parcheggio privato evitando spese esagerate, un modo per guadagnare degli extra per chi vive vicino alle stazioni o  aereoporti.
  12. Marinanow: il booking online non è più in alto mare!Quando vuoi, dove vuoi, con Marinanow trovi il tuo posto barca, prenoti direttamente da device e smartphone, paghi senza intermediari né costi aggiuntivi e ormeggi all’istante! Marinanow è un motore di ricerca di posti barca in tutte le marine del Mediterraneo.
  13. Bla Bla Car:A ride-sharing service nato in UK, BlaBla. Scegli tra centinaia di passaggi in tutta Italia e Europa a prezzi imbattibili. Anche last minute.risparmi tra il 50% to 90% rispetto il costo del treno.
  14. DogVacay:DogVacay sitters si prende cura del tuo cane a casa sua. Denominato l’airbnb dei cani, è possibile trovare una sistemazione al proprio cane, intorno a te ed anche un dogsitter a domicilio.
  15. Streetbank:Streetbank permette tra vicini di condividersi ogni cosa, dagli strumenti di lavoro per la casa a divani letto, e competenze. Questo aiuta a costruire un senso di comunità a sense of community through lending and it’s free to join.
  16. Withlocals:sito withlocals, che offre la collaborazione e la prestazione da parte di un utente, che in base alle sue competenze, ad esempio riguardo la cucina, oppure la guida turistica, insomma l’offerta riguarda tutto ciò che può aver bisogno un turista, ma che possa essere fatto da una persona locale, che conosce bene il territorio o la cucina, ma a questo sito può aggiungere anche altro, come worksop tematici o corsi di cucina locale.
  17. nextdoorhelp:Se abbiamo qualcosa in casa che non usiamo più o addirittura del cibo che sta per scadere, attraverso la piattaforma nextdoorhelp possiamo metterla a disposizione oppure, grazie al motore di ricerca geolocalizzato del sistema, trovare ciò di cui abbiamo bisogno contattando il cosiddetto “Helper” per fissare un appuntamento e dare il via allo scambio.
  18. WazeE’ un’applicazione gps recentemente comperata da Google, dove i conducenti segnalano e condividono in tempo reale le informazioni sul traffico. Utilissima soprattutto nelle grandi città, dove sapere in tempo reale se una via è particolarmente intasata e scegliere quindi un tragitto alternativo può farti davvero risparmiare tempo e ulcere.
  19. poshmark:il nuovo modo di compre e vendere nel campo della moda, compra e vendi i tuoi vestiti.Shop for new and gently used items at prices up to 70% off retail
  20. Buusu:il social network che vi mette in diretto contatto con persone madre lingua, rendendovi nel contempo studenti e insegnanti.
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7 pensieri su “I 20 esempi dei siti pioneri della sharing economy

  1. Una tendenza, quella della Sharing Economy, ormai inarrestabile: multinazionali di molti paesi e settori diversi partecipano e si aggiungono di continuo sviluppando un mercato nuovo dal futuro difficilmente immaginabile. Il Dipartimento è oggi in prima fila monitorando il fenomeno e progettando un grande evento internazionale con protagonisti pubblici e privati con l’obiettivo di condurre Milano (e l’Italia) in posizioni di avanguardia.

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    1. Secondo una recente ricerca americana sempre maggiore la richiesta del part-time sul posto di lavoro per favorire una sempre maggiore tendenza al soddisfacimento del work-life balance. Una forma di “sharing” del posto di lavoro con occupazione non a tempo indeterminato ma spesso “on demand” (su richiesta) che attira oltre il 50% dei lavoratori intervistati verso l’affermazione della cosiddetta “on demand economy” o “gig economy”. Tendenze “disruptive” proprie della terza era digitale che ha bisogno, come sostiene Simone Cicero su Futuro!, di governi digitali per essere efficacemente regolamentata: in Italia quanto siamo ancora lontani ?

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  2. A Milano arriva CoHub, il punto di riferimento sulla sharing economy.

    CoHub ha lo scopo:
    – di accelerare i processi di diffusione e implementazione pratica delle logiche di sharing economy,
    – di contaminare, favorendo l’incontro e lo scambio di idee ed esperienze fra soggetti già attivi nel panorama dell’economia condivisa.
    – di ricercare e progettare, per sviluppare e diffondere buone pratiche nel tessuto socio-economico, includendo in modo diretto persone e organizzazioni all’interno di percorsi di progettazione partecipata,
    – di diffondere i principi dell’economia condivisa, per ampliare la rete di soggetti interessati a sperimentare nuovi servizi e opportunità.

    Questa sera abbiamo partecipato all’inaugurazione, protagonista l’Assessore Cristina Tajani. L’iniziativa è interessante, da seguirne con attenzione gli sviluppi: per adesso notiamo che gli spazi angusti in un vicolo nascosto della zona Ticinese, secondo un’idea che definiremmo “minimalista”, poco si addicono alla diffusione di un nuovo sistema di sviluppo economico, che sta rivoluzionando produzioni e consumi dei prossimi anni con principi “disruptive” basati sulla condivisione, non sulla proprietà !

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    1. Un laboratorio per studiare nuove forme di sharing economy è un ottima opportunità per far crescere milano, e la nuova economia.
      Il modo però in cui verrà svolto e le risorse che saranno impegnate, definiranno i risultati, rimane però un argomento molto delicato e a parte gli intenti, molto rilevanti e progressisti, sarebbe bello capire come attrarre nuove risorse economiche integrando anche il crowfunding, ed un sistema di trasparenza che generi fiducia nella collaborazione tra le persone.

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    2. Molto interessante l’esperienza (anche personale e di tutta la famiglia) di Share’ngo, auto elettriche presenti in varie città italiane: divertenti e non inquinanti, “best practice” che sta mietendo successi con tecnologie che rappresentano il futuro della mobilità urbana !

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      1. Il CARPOOLING piace agli italiani (ripreso da TTS Italia)

        BlaBlaCar mette in contatto automobilisti che dispongono di posti liberi in auto con passeggeri che desiderano spostarsi nella stessa direzione, permettendo di condividere le spese di viaggio e ottimizzare risorse che altrimenti andrebbero sprecate (i posti vuoti su auto che sarebbero comunque in circolazione), con benefici sul traffico, sulle infrastrutture e sull’ambiente.
        Le ragioni per cui i viaggiatori italiani scelgono il carpooling sono diverse, oltre al risparmio economico che BlaBlaCar consente rispetto al viaggio in auto da soli e rispetto ad altre soluzioni di traporto. La prima è sicuramente la possibilità di viaggiare in compagnia, chiacchierando con persone nuove con le quali può capitare di scoprire inaspettate cose in comune e da cui, spesso, si ricevono consigli proprio sui luoghi verso cui si è diretti. La seconda motivazione è che l’auto permette di raggiungere con facilità e rapidità anche le zone non servite dal trasporto pubblico o non raggiungibili con altri mezzi. E, ancora, l’auto è un mezzo comodissimo per quanti desiderino viaggiare con i propri animali in tutta tranquillità, senza bisogno di pagare costi aggiuntivi e soprattutto rispettando le loro esigenze anche negli spostamenti più lunghi.
        Nel primo weekend d’estate (24-26 giugno), sulla piattaforma sono stati offerti 40.000 posti in auto. Nel mese di luglio, solo per raggiungere le mete del weekend, stanno viaggiando con BlaBlaCar oltre 75.000 persone; e per l’esodo di agosto si stima che saranno invece offerti sulla piattaforma oltre 250.000 posti. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, l’estate scorsa sono stati offerti su BlaBlaCar 67.600 viaggi condivisi dall’Italia alla Francia, 27.780 dall’Italia alla Germania e 4.700 dall’Italia alla Spagna: per l’estate 2016, si prevede che anche i passaggi verso l’estero siano destinati ad aumentare.
        Secondo uno studio di McKinsey (“Are you ready for the resource revolution?“, di Stefan Heck e Matt Rogers), si stima che le automobili rimangono parcheggiate in media il 96% del tempo e trascorrono lo 0,5% del loro tempo ferme nel traffico e lo 0,8% nella ricerca di un parcheggio. Vengono utilizzate solo il 2,6% durante il loro tempo di vita e, nel 75% di questi casi, a bordo c’è solo il conducente.
        Mettendo in contatto gli automobilisti che devono affrontare lunghi tragitti con altri viaggiatori che hanno la necessità di spostarsi nella stessa direzione e consentendo loro di condividere un lungo viaggio e i relativi costi, BlaBlaCar riempie le automobili che sono già sono sulle strade e permette a 10 milioni di persone ogni trimestre di viaggiare senza impattare ulteriormente sulle infrastrutture e sull’ambiente. Secondo una stima recente, se tutte le auto in circolazione offrissero un passaggio ogni veicolo consentirebbe un risparmio di 3,36 tonnellate di CO2 ogni anno. Inoltre, secondo la stessa stima, nel corso dei soli ultimi 12 mesi, dalla community di BlaBlaCar sono state risparmiate globalmente 500.000 tonnellate di carburante, pari all’illuminazione che occorre per un anno a Los Angeles. Nello stesso lasso temporale, si è evitata l’emissione di 1 milione di tonnellate di CO2, ovvero l’equivalente delle emissioni che creerebbe la partenza e ritorno di 400.000 aerei da Parigi a New York.
        Più nel dettaglio, in Italia nell’ultimo anno grazie alla community di BlaBlaCar sono state risparmiate 31.813 tonnellate di carburante e 47.656 tonnellate di CO2.

        NdR: Un caso in cui gli italiani sono all’avanguardia della Sharing Economy, in linea, pensiamo, con il carattere partecipativo e sociale dei nostri connazionali .

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  3. UBER
    Negli Usa primi taxi senza driver

    Il servizio di taxi privati Uber gestito via app inaugura negli Usa, a Pittsburgh, la prima flotta di auto nere a guida autonoma. Lo fa insieme al partner Volvo e pone al posto di guida solo un controllore umano a supervisionare il viaggio.
    Un’avventura, quella di Uber, sulla scia di quanto fatto già da molti, da Google ad Apple, da Fca a Ford, ma che nessuno ancora aveva tentato nel mercato del car sharing. La prima flotta di auto senza pilota targate Uber arriverà a breve sulle strade della cittadina della Pennsylvania. I clienti richiederanno la vettura come sempre attraverso la app di Uber e (in base ad una selezione random) potrà arrivare un’auto senza pilota: a bordo, almeno per ora, ci sarà un ‘autista di sicurezza’, pronto a prendere il controllo dell’auto in caso di ostacoli imprevisti. Sarà presente anche un co-pilota sul posto del passeggero che prenderà nota di quello che accade, che verrà comunque registrato da telecamere dentro e fuori il veicolo. Le auto le fornirà Volvo (delle VXc90 specificamente modificate dotate di sensori con telecamere, laser, radar e Gps), che con l’azienda di San Francisco ha siglato un accordo ad inizio anno che prevede un investimento di 300 milioni di dollari per sviluppare un’automobile interamente autonoma e metterla su strada entro il 2021.
    Volvo ha finora consegnato una manciata di veicoli su un totale di 100 previsti entro la fine dell’anno. Ma l’accordo con Volvo non è esclusivo: Uber punta infatti a stringere accordi anche con altri produttori. Proprio il mese scorso ha siglato un’intesa per acquistare Otto, la startup creata da ex manager di Google, Apple e Tesla per creare camion senza pilota: i termini dell’operazione non sono ancora noti, ma potrebbe valere circa 680 milioni di dollari. Diversamente da Google e Tesla, comunque, Uber non ha alcuna intenzione di produrre su larga scala proprie auto, assicura il co-fondatore e ceo Travis Kalanick, che punta invece a far tesoro dei dati raccolti dalla app (le cui auto coprono milioni di chilometri al giorno): “Nessuno – spiega Kalanick a Bloomberg Businessweek – ha creato software che possano guidare in modo affidabile un’auto in modo sicuro senza guidatore, noi ci stiamo focalizzando su questo”.
    Non è un caso che Kalanick abbia scelto Pittsburgh per far partire questa nuova avventura di Uber. La città è infatti la sede del dipartimento di robotica della Carnegie Mellon University che ha formato molti dei nomi più noti in questo settore all’avanguardia. E qui Kalanick, che aveva in testa l’idea dell’auto a guida autonoma, si recò a fine 2014 con una missione precisa: assumere decine di esperti in veicoli senza pilota. Da allora sono stati messi al lavoro centinaia di ingegneri, esperti di robotica e anche alcuni meccanici e a loro è stata data una missione precisa: sostituire oltre 1 milione di guidatori con autisti-robot il prima possibile.

    Fonte: http://www.ansa.it

    NdR – La tanto discussa Uber, già all’avanguardia nei servizi sharing, avanza nella sperimentazione della “driverless car”: non possiamo che seguire con interesse gli sviluppt di questa nuova sfida!

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