“Le città del futuro: i sindaci & il digitale” tweet story

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In occasione del convegno relativo alle città del futuro potete leggere una breve sintesi attraverso i tweet scritti durante l’evento, cliccando il link qui sotto

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Foto sull’incontro di Oggi a cui abbiamo partecipato, tenuto al Teatro Parenti di Milano sulla digitalizzazione dei comuni e smart city


Posted by Innovazione Tecnologia Expo on Mercoledì 8 aprile 2015

I nostri interventi su tweet

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Un pensiero su ““Le città del futuro: i sindaci & il digitale” tweet story

  1. Un DECALOGO per L’INNOVAZIONE (da assessori comunali riuniti a Roma la scorsa settimana)

    1 – GLI INNOVATORI, QUANDO SERVE, COPIANO
    Non facciamo tutti le stesse cose, copiamo, scambiamoci esperienze, aggreghiamoci per obiettivi comuni. Ciascun comune ha un certo numero di innovazioni che ha realizzato meglio degli altri e altre cose che non ha ancora affrontato. Imparare gli uni dagli altri vuol dire mettere in moto un circuito virtuoso che permette anche di evitare errori e accelerare i processi. Per far questo è però necessario:

    Avere piattaforme di conoscenza: usiamo quella dell’ANCI e popoliamola con le nostre migliori best practice
    Rivedere le regole del procurement che spesso impongono di ricominciare ogni volta da capo, come se tutto fosse nuovo
    Creare momenti di confronto e scambio online (un blog dell’innovazione nei comuni) e in presenza (un road show tra i comuni)
    2 – LE COMPETENZE TECNOLOGICHE NON BASTANO, MA SENZA NON SI FA INNOVAZIONE
    Favoriamo quindi l’assunzione di nuove professionalità con nuove competenze tecniche, perché il problema non è nelle tecnologie, ma se si è troppo ignoranti è anche lì. Sblocchiamo il turn-over e diamo ai dirigenti dei comuni la responsabilità di assumere i migliori. Curiamo la formazione del personale dei comuni, specie di quelli medio-piccoli. Aggreghiamo i piccoli e i piccolissimi comuni e permettiamo loro di avere professionalità adeguate. Affianchiamo i processi formativi con azioni di empowerment dell’amministrazione, di costruzione di community professionali, di coinvolgimento attivo delle strutture.

    3 – NON METTIAMO VINO NUOVO IN BOTTI VECCHIE
    Curiamo la sostenibilità organizzativa delle innovazioni cambiando e adattando i modelli organizzativi in modo che siano adeguati al cambiamento (abbattiamo i silos).
    Sosteniamo la standardizzazione dei processi, della modulistica, delle procedure copiando dai più bravi.
    Adattiamo l’organizzazione del comune all’innovazione e non viceversa. Curiamo con attenzione l’enforcement, ossia il quadro delle regole (statuti, regolamenti, ecc.) perché sia coerente con l’innovazione.

    4 – L’INNOVAZIONE NELLE COMUNITA’ LOCALI E NELLE CITTA’ È UN FATTO COLLETTIVO
    Non esistono smart city senza smart citizen e non esiste innovazione se non si esce dal Municipio e non si mettono in moto processi di engagement delle vaie componenti della società: imprese, finanza, ricerca e università, camera di commercio, associazioni della cittadinanza organizzata, volontariato, ecc. La PPP non è un’opzione, ma l’unica strada per fare davvero innovazione.

    5 – PRETENDIAMO DI UTILIZZARE PER L’INNOVAZIONE LE RISORSE AD ESSA DEDICATE
    Sfruttiamo appieno le risorse del PON Governance per il rafforzamento amministrativo. Adattiamo il PON Metro e il PON Governance alle esigenze dei comuni, considerando le città metropolitane come aggregatori. Rifiutiamo con decisione la “bufala” dell’innovazione a costo zero e delle riforme da fare con la clausola dell’invarianza finanziaria: per innovare bisogna investire. I risparmi arriveranno e il ritorno sull’investimento (ROI) potrà anche essere breve, ma prima è necessario stanziare risorse umane, strumentali e finanziarie

    6 – L’INNOVAZIONE È SEMPRE APERTA
    Curiamo la pubblicazione degli open data attraverso l’empowerment dell’amministrazione e l’engagement dei cittadini e delle imprese: è un grande motore d’innovazione.
    Favoriamo sempre i processi di partecipazione consapevole ed informata.

    7 – PER INNOVARE E’ NECESSARIO CONOSCERE A FONDO DA DOVE PARTIAMO
    Promuoviamo sempre un censimento e un’analisi rigorosa dei dati, degli applicativi, dei data center perché troppe cose rischiano di sfuggirci. Poi confrontiamola con un benchmark diacronico (come siamo evoluti nel tempo, quanto è grande la nostra legacy, ecc.) e sincronico, rispetto ai comuni omogenei dimensionalmente e/o geograficamente.

    8 – L’INNOVAZIONE NON E’ TOP-DOWN O BOTTOM-UP E’ CIRCOLARE.
    La strategia nazionale prevede che il livello nazionale detti to-down regole di interoperabilità, usabilità, standard, ontologie per le infrastrutture immateriali (SPID, ANPR, pagamenti, FSE, ecc.) e che il livello locale integri soluzioni “plug&play” per implementare tali infrastrutture creando poi servizi per gli ecosistemi. Complessivamente va bene ma non deve diventare una gabbia rigida perché l’innovazione è circolare e i comuni e le regioni devono lavorare assieme in grandi progetti Paese mettendo a sistema le buone pratiche già sviluppate che non sono al centro, ma nei territori

    9 – L’INNOVAZIONE E’ FATTA DALLE PERSONE
    Analizziamo l’impatto delle tecnologie sul lavoro e sui lavoratori pubblici. Rendiamo l’innovazione partecipata ed “empatica”. Badiamo più ai comportamenti che alle norme.

    10 – L’INNOVAZIONE E’ SEMPRE POLITICA, MA NON E’ DI PARTE
    Innovare in una comunità locale vuol dire avere una visione olistica del futuro di una città o di un territorio, è quindi un fatto eminentemente politico. Ma tesa come’è al benessere equo e sostenibile dei cittadini essa supera le contrapposizioni di parte e favorisce una collaborazione ed uno scambio tra tutti.

    NdR I punrti 2, 4 e 9 centrali per gestire una città in mofo agile e intelligente !

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