Milano è una smart city?

Citiamo un intervento fatto a Cagliari in occasione dell’incontro con il sindaco di Santander una delle città più smart d’Europa

“Una città non è Smart se non sono Smart i suoi cittadini” esordisce così Stefano Gregorini, presidente dell’associazione Urban Center Cagliari, racchiudendo con questo semplice motto quanto sia fondamentale educare la nostra comunità alla collaborazione, condivisione e comunicazione tra pubblico e privato per proporre idee nuove, promuovere la social innovation, investire e valorizzare il capitale materiale e immateriale allo scopo di migliorare la nostra società.

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5 pensieri su “Milano è una smart city?

  1. SMART CITY E SHARING ECONOMY
    Riprendiamo il tema dell’auto del futuro, trattato al Politecnico della Bovisa in gennaio dal relarore FCA nell’ambito del convegno “IoT e 5G”.
    In vista dell’evento “Mobility in Italy – Moving Ahead”, Auto Connessa e Guida Autonoma

    Auto connessa, a guida autonoma ed elettrica: il futuro dell’auto è ormai certo, e la sfida dell’innovazione si gioca non tanto sulle sulle prestazioni, quanto sulle dotazioni tecnologiche in tema di sicurezza, connettività, riduzione dei consumi e delle emissioni. Molti i costruttori che, con i colossi dell’informatica e della componentistica, hanno già accettato la sfida: uniti per progettare piattaforme e consolle per l’abitacolo con capacità paragonabili a quelle dei computer portatili, ma soprattutto per rendere l’auto più connessa, confortevole e divertente da usare.
    La parola magica di oggi è sensori. Sensori che raccolgono informazioni, prevedono avvenimenti e prendono decisioni, vigilano sul nostro stato di stanchezza e sull’andamento della vettura, ci avvisano in prossimità di un ostacolo, quando è ora di fare una pausa, ci aiutano a parcheggiare, evitare incidenti o eventualmente chiamare il soccorso.
    Le nuove generazioni di automobili sapranno anche fare a meno del conducente. Sull’auto a guida autonoma si sta investendo in tutto il mondo, con sinergie tra l’industria dell’auto e dell’informatica per sviluppare hardware e software ad hoc e non perdere la sfida dell’innovazione. Sfida che si gioca sempre più anche sull’eliminazione delle emissioni nocive: oggi anche i più scettici hanno, infatti, capito che il futuro dell’auto è elettrico.
    E di questo futuro si parlerà proprio a Mobility in Italy – Moving Ahead, il 28 e 29 aprile 2016 presso lo Spazio Base di via Tortona, 54, Milano. Focus della manifestazione saranno i temi relativi all’auto connessa, alla guida autonoma e alla mobilità elettrica, ma anche al trasporto pubblico, alla sharing e urban mobility e ai servizi per la mobilità. Mobility in Italy è una piattaforma B2B che si rivolge ad aziende, produttori di tecnologie e servizi innovativi, startup, operatori del trasporto, autorità pubbliche, protagonisti della gestione urbana e tutti i player della mobilità sostenibile dell’evento.

    …. Città del futuro, come integrare mobilità urbana e pianificazione della mobilità, Market overview su Mobilità Urbana e Servizi della Mobilità in Italia e in Europa;
    …. Auto connessa e guida automatizzata in Italia e in Europa: veicoli privati e autobus; Telematica e opzioni disponibili per la gestione delle flotte aziendali; Sicurezza dei dati.
    …. Mobilità Elettrica: come costruire un ecosistema elettrico, con veicoli, infrastrutture e servizi; Focus su autobus e car sharing.
    …. Mobilità Urbana e Smart Mobility: tutto su app intermodali, efficienti e convenienti; Ticketless; Make or Buy? Modelli di partnership trasporto pubblico e aziende private.
    …. Soluzioni e applicazioni per la mobilità. Re-inventare il carsharing station-based; Scooter e Bike sharing; Soluzioni per l’ultimo e il primo miglio; Parcheggio: sfide e soluzioni; Viaggi a lunga percorrenza: ridesharing, autobus, treni; Vendita di veicoli online; Mobilità aziendale e Carsharing.
    Startup pitches …

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  2. Lo stato dell’arte della MOBILITA’ ELETTRICA tra i temi di Mobility in Italy – Moving Ahead, a Milano il 28-29 aprile. La costruzione di un ecosistema elettrico con veicoli, infrastrutture e servizi; autobus elettrici per il trasporto pubblico; carsharing elettrico

    Le vendite di auto elettriche e ibride plug in hanno registrato un boom in Europa nel 2015: 193.000 unità, il doppio dell’anno precedente (97.000) e quasi il doppio delle vetture vendute sul mercato americano (117.000, in flessione rispetto al 2014). La quota di mercato per il settore elettrico-ibrido supera per la prima volta l’1%, primo traguardo per il mercato europeo. L’adozione di politiche d’incentivo all’acquisto e la progressiva diffusione delle infrastrutture di ricarica trainano le vendite in Norvegia, Olanda, Danimarca, Germania, Regno Unito e Francia. In Italia, a fronte di uno spettacolare +65% registrato dalla produzione di automobili nel 2015 rispetto all’anno precedente, sono state vendute soltanto 2.462 auto elettriche e ibride, un dato che rappresenta lo 0,15% del mercato nazionale totale, molto al di sotto del resto d’Europa anche se in crescita del 67% rispetto al 2014. Per quanto riguarda il 2016, un primo segnale incoraggiante per il settore giunge dalle vendite di auto ibride nel mese di gennaio, con una quota di mercato del 2,1%, contro la media di 1,6% del 2015. L’accesso gratuito alle ZTL, l’esenzione del bollo e la sosta gratuita sulle strisce blu sono disposizioni in vigore in alcuni Comuni e Regioni, che convincono la comunità di possessori di vetture ibride a crescere e diffondersi sul territorio italiano.

    Lo stato dell’arte della mobilità elettrica e ibrida sarà una delle aree tematiche di Mobility in Italy – Moving Ahead, che si terrà il 28 e 29 aprile 2016 presso lo Spazio Base, e che al tema dedicherà un workshop, fornendo tutte le possibili risposte alle più comuni obiezioni (prezzi, autonomia, tempi di ricarica). Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione di un ecosistema che comprende veicoli, infrastrutture e servizi, e alle best practice già esistenti di sistemi di carsharing totalmente elettrici. Non mancherà anche un approfondimento sul trasporto pubblico a impatto zero, con l’analisi del mercato elettrico nel comparto autobus. Gli altri focus della manifestazione saranno l’auto connessa, la guida autonoma, la gestione della sosta attraverso tecnologie innovative, il trasporto pubblico, la sharing e urban mobility e i servizi per la mobilità. Inoltre, spazio alle Startup e alle opportunità di sviluppo professionale per aziende italiane a Berlino, Parigi e Londra; il contesto e i servizi per iniziare un business in Italia; Startup che cooperano con grandi gruppi e il settore pubblico.
    Mobility in Italy è una piattaforma B2B che si rivolge ad aziende, produttori di tecnologie e servizi innovativi, startup, operatori del trasporto, autorità pubbliche, protagonisti della gestione urbana e tutti i player della mobilità sostenibile: per avviare o consolidare il proprio business in Italia e all’estero, entrare in contatto con potenziali clienti e partner, costruire o estendere la propria rete di contatti, fare network con target group selezionati. Ma anche per promuovere il proprio brand, dare visibilità a prodotti, servizi innovativi o nuove idee.

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  3. A nostro parere uno Smart Citizen per una Smart City, per quanto digitalmente evoluto, non sarà mai tale senza una profonda “educazione alimentare” che contrasti i vergognosi sprechi di cibo nuovamente denunciati dall’UE.
    A tal fine inseriamo in questa sezione del blog la notizia su un progetto europeo che riguarda questo tema.

    “DA Open Innovation della Regione Lombatdia

    Piattaforma europea su sprechi e rifiuti alimentari
    La necessità di prevenire e ridurre gli sprechi alimentari, garantendo al contempo la sicurezza della catena alimentare e dei mangimi, è un argomento di crescente interesse sociale, economico, ambientale e politico.

    Secondo la più recente valutazione dei livelli di rifiuti alimentari pubblicati da un progetto di ricerca finanziato dall’UE, FUSIONS, circa 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari sono prodotte nella UE-28 ogni anno, pari a una stima di 143 miliardi di euro.

    L’UE e gli Stati membri si sono impegnati a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), adottati da tutti gli attori a livello mondiale nel 2015, tra cui il target (SDG 12.3) di dimezzare i rifiuti alimentari pro capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori entro il 2030, nonchè ridurre gli sprechi di cibo lungo le catene di produzione e di approvvigionamento alimentare”

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  4. E ancora sul mercato dell’auto da TTS Italia:

    “La Germania fra 15 anni avrà solo auto elettriche e ibride”

    In Germania fra 15 anni transiteranno solo veicoli privi di emissioni nocive e 6 milioni di auto elettriche. Il Governo vorrebbe raggiungere l’obiettivo entro il 2030, quando le auto immatricolate saranno tutte green, in modo da poter ridurre la produzione di biossido di carbonio dall’80 al 95 per cento entro il 2050.
    Poiché la Germania non ha ridotto le sue emissioni di scarico dal 1900, è necessario che tagli circa 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica nei prossimi cinque anni.
    L’industria automobilistica è responsabile della quinta parte del totale di tali emissioni.
    Il Governo della Merkel ha così progettato un programma per incentivare l’acquisto di auto elettriche o ibride, che si prevede di aumenteranno le loro vendite di 500 mila unità entro il 2020 e raggiungeranno un milione veicoli di questo tipo per quella data.
    L’auto elettrica svolge un ruolo essenziale in Germania, tuttavia, il settore non riesce a decollare, poiché attualmente questo veicolo rappresenta soltanto lo 0.6% di tutte le registrazioni.
    Al fine di contribuire alla cura dell’ambiente, anche la Norvegia ha proposto di vietare la vendita di veicoli diesel e benzina dall’anno 2025. Inoltre, anche i Paesi Bassi si sono posti questo obiettivo per lo stesso anno

    Fonte: In Dies

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  5. Boston: l’auto elettrica possibile e competitiva
    lunedì, 5 settembre 2016

    Secondo una ricerca redatta dal MIT – Massachusetts Instituite of Technology di Boston le auto elettriche sono a tutti gli effetti una valida alternativa alle “tradizionali” vetture a combustione interna. Nello specifico, i veicoli a zero emissioni rappresenterebbero la migliore soluzione per le questioni connesse ai trasporti su strada che, indica il report, se ci si riferisce alla mobilità privata incidono per il 60% sulle emissioni totali del traffico stradale.
    Il documento del MIT, a firma Jessica Trancik e compilato da una squadra di ricercatori che ha impiegato quattro anni per portare a termine il rapporto, mette in guardia il pubblico dal sollevare “facili” obiezioni (dal costo ancora relativamente elevato delle auto elettriche, alla loro autonomia che finora non è sugli stessi livelli delle vetture “convenzionali”, dalle lunghe soste necessarie per la ricarica).
    Secondo Trancik e il suo gruppo di lavoro al MIT tutto ciò sarebbe soltanto frutto di una visione distorta e parziale del personale approccio quotidiano all’auto. In altre parole: dimmi come usi la macchina e ti dirò di cosa davvero hai bisogno.
    Per arrivare a questo risultato i ricercatori di Boston hanno accumulato decine di migliaia di informazioni provenienti dai GPS di altrettanti autoveicoli che circolano in alcuni Stati federali degli USA (dal Texas alla Georgia, alla California). Tutti i dati raccolti sono stati inseriti in un unico database, che ha permesso di stabilire quali fossero i percorsi giornalieri effettuati dagli automobilisti.
    L’incrocio di questi dati con quelli raccolti su scala nazionale dal Dipartimento federale dei Trasporti, sulla base di una serie di questionari inviati agli utenti, insieme ai dati sulle condizioni meteo e di traffico (utili a rilevare quali siano i periodi nei quali i sistemi di riscaldamento e di aria condizionata del veicolo si rendano necessari) ha portato a una conclusione, come si legge su “Nature Energy”: il 90% delle attuali autovetture potrebbe essere sostituito con le auto elettriche attualmente in commercio.
    Per spiegare questo assunto i tecnici del MIT coordinati da Jessica Trancik spiegano che le attuali “costose”, “di poca autonomia” e “spesso ferme per la ricarica” auto elettriche consumano energia che rientra nei quantitativi che possono essere stoccati nelle batterie. Per intenderci: il normale “tragitto casa – lavoro – casa” può essere recuperato con una sola ricarica (attraverso il proprio “hub” domestico, di notte; o dalle colonnine, di giorno, mentre ci si trova al lavoro).
    Si dirà – e questo è un dato incontrovertibile – che al momento dell’acquisto le auto elettriche sono in proporzione molto più costose rispetto alle pari classe “tradizionali”. Qui l’opposizione di Trancik è molto più chiara: tenuto conto degli esigui esborsi per il “pieno” di energia e per le spese ridotte relative alla manutenzione (e, viene da aggiungere, con gli incentivi – dove previsti – per l’acquisto e successivamente per le tasse di circolazione, anche se queste variano da Paese a Paese), Trancik indica che auto “tradizionali” a benzina–gasolio e auto elettriche vengono a costare, nella proiezione del rispettivo intero ciclo di vita, più o meno la stessa cifra.
    Va tenuto conto che, nell’ottica futura, con il graduale aumento dei volumi di produzione, anche i prezzi delle batterie (spesa non indifferente) andrà a diminuire, facendo pendere la bilancia sempre più a favore della mobilità a zero emissioni.
    Tutto questo per quanto riguarda i quotidiani spostamenti. Tuttavia, il discorso potrebbe cambiare in maniera sensibile nel caso di lunghi viaggi. È qui che l’auto elettrica, almeno a una prima occhiata, rischia di mostrare i propri limiti. La risposta del MIT è rivolta ai nuovi metodi di utilizzo, dal car sharing al noleggio: secondo Trancik, le Case auto che producono modelli elettrici dovrebbero nello stesso tempo ideare sistemi modulari di impiego delle auto “tradizionali”, per venire incontro alle esigenze degli automobilisti.
    Per quanto riguarda il lato emissioni, il MIT precisa che stando alle proiezioni USA, che attualmente vedono la produzione di energia elettrica derivante da carbone (40%), gas (27%) e, soltanto in minima parte da fonti rinnovabili (13%), la riduzione delle emissioni da autotrazione raggiungerebbe il 30% se il parco auto statunitense diventasse elettrico al 90%. Quanto basterebbe per centrare il target indicato dall’amministrazione Obama al 2025.

    Fonte: GreenStyle

    NdR – Da sempre sostenitori delle auto elettriche, seguiamo con attenzione il lavoro di Jessica e del MIT nei loro sforzi per ridurre le emissioni nocive da trasporto nella direzione di una Smart City sempre più vicina.

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